Methylzoan Lab - Federico Petrei e Alessandro Fiorini Damiani (Deltaprocess) Erwin Canderle, Martin Krupik.

La pianta sintetica del dr. Varanasi è creata con scarti del taglio al laser di fogli di perspex, un tipo di acrilico largamente usato nella produzione industriale odierna. Nonostante la sinteticità del materiale, milioni di anni fa la molecola base sulla quale questa “pianta” ora emette luce, era a sua volta pianta, poi trasmutata in petrolio dal tempo, e quindi ora recuperata dagli “skip” londinesi di un workshop per mettere in luce in tal modo la costante trasformazione della materia nel tempo, la sua inestinguibilità, e il suo risultato alchemico più profondo: il ritorno del suo sentire attraverso l’interattività con altri esseri viventi. La pianta può sentire sia la presenza che il suono di chi la circonda, e reagisce di conseguenza restituendo suono e luce. Il suono è creato sia da onde sinusoidali che rispecchiano nella loro evoluzione la sezione aurea, sia dal feedback costante tra i suoi suoni stessi e quelli dell’ambiente. Quando non c’è alcuna presenza intorno all’installazione, la pianta prende vita autonomamente, illuminandosi e suonando in un gioco randomico con le sue funzioni elettroniche.

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