L’ossimoro tra immobilità e trasformazione è rappresentato dalla progressione della crescita di un albero. La rugosità della sua corteccia è simile a quella di un corpo umano che invecchia. Nella donna anziana ritroviamo la stessa mescolanza di immobilità e trasformazione. La solidità apparentemente inanimata della pianta, contrapposta alla fragilità di un corpo soggetto allo scorrere del tempo. Due forme organiche assorbite nel ciclo inesorabile della natura, dove tutto si trasforma e niente si distrugge.

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